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18
luqlio 1768
Perizia del muratore Rocco Lucchi
lo sotto Capo M.ro Murat: di
questa Ill.ma ed Ecc.ma Comm.tà di Viterbo essendo stato chiamato per
parte, et ord: dell'Ill.mo Rev.mo Monsig. Governatore Generale di questa
città per visitare e riconoscere una strada rovinata, che resta contigua
alla porta della terra di Celleno, e che da a (detta) terra l'ingresso,
mi sono portato in questo ponte giorno sulla faccia del luogo, ed ho
trovato come appresso siegue cioè.
Primieramente ho trovato esser veramente
rovinata d.a strada, ed ho riconosciuto che li risarcimenti, che ivi
pretendonsi fare per rendere stabile descritti nella perizia del Ferri,
non solamente sono necessarii, ma altresi scarsi in paragone di quello
che bisognerebbe per risarcirle, e renderla con ciò capace di resistere
di al continuo passo, tanto de bestiami che dal popolo della (suddetta)
terra, onde non solo non basterebbe la spesa, che si domanda
nell'offerta dell'altro Mastro, ma ancora scorza sarebbe, ed
insufficiente quella espressa in “detta” perizia; Anzi di più:
siccome resta situata la (d.a) strada sopra una rupe quale si è di
cattivo terreno, cioè reniccia e gretone, così parmi, che sarebbe in
certo modo inutile l'apportarvi il descritto in medio, poichè sarebbe da
temersi una seconda caduta, sfamando continuamente d:o reniccio, e
gretone, su di cui dovrebbero fondarsi i muri de pilastri ed archi]
necessarij per ristabilirla cosiché giudico, e stimo secondo la mia
perizia, prattica, a coscienza, che quantunque con maggior spesa come
dissi, si volesse riparare alle di lei ruine, nulla dimeno non si possa
fare una operazione veramente stabile da poter viver sicuri e riposare
sulla fermezza di essa, a caggione del cattivo terreno, che in “detto”
sito esiste. Secondariamente ho trovato, come ancora mi è stato
asserito che vogliasi fare una nuova strada in altro sito commodo, e
buono da poterla veramente fondare, e su di ciò dico per mio parere, che
non stimo cosa malfatta l'idea formata della nuova strada per non esser
soggetti come addietro si disse alli continui timori del pessimo sito
della vecchia; ma peraltro con tutto che nell'altra perizia concernente
la nuova strada da farsi io non trovi l'idea ne cattiva, ne i prezzi del
lavoro che farsi dovrebbe alterati, ma piuttosto buona la prima e
giustificati li secondi, ciò nonostante giudico, e stimo che non possa
veramente stabilirne l'effettuazione se non venga questa delineata in
pianta, e specificato il dove, e come vuolsi fare per potere discernere
sotto “gli” occhi, se possa o no restar cosa buona, stabile e decorosa
per la terra medesima, e per poter medesimamente stabilire all'artefice
che oprar deve, quello, che debba eseguire, e dove e come, e quello a
cui non sia tenuto, per poter in capo di controversia costringerlo al
mantenimento de patti da stabilirsi a tenor della pianta, che deve
realmente esistere per ogni buon fine, come altresì per vedere, se nel
sito in cui si vuoi fondare possa o no agli adiacenti recar alcun
incommodo non essendo doverre il proprio commodo con pregiudizio altrui
proccacciarvi; onde vedutosi questa, ed espressi li lavori, che sarà
necessario di fare si potrà allora, e dell'avveduto architetto, o da
altro Perito, che elegerassi, decidere, tanto se sarà cosa decorosa, ed
onorevole quanto se saranno lavori d uso si buona arte descritti per
renderla stabile, che è ciò che si richiede.
Questo è quanto posso con verità
asserire a tenore della mia “Perizia Pratica” e Coscienza In fede.
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questo di 18 luqlio
1768 Ed in mia mercede 4,40
Rocco Lucchi
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