CELLENO CONVENTO SAN GIOVANNI BATTISTA
OGGI CENTRO COMUNITARIO
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Cenni storici sul “Convento San Giovanni Battista” P. Antonio da Orvieto in ‘Cronologia della Provincia Serafica Riformata’, pubblicata nel 1717, scrive: “Nello Stato patrimoniale del Papa, verso il confine della Toscana, nella parte dell’Oriente è una Terra, benché piccola, assai civile, chiamata Celleno, cinque miglia distante da Montefiascone, cinque da Bagnoregio e dieci da Viterbo... Fuori di questa terra, (…) si rileva una deliziosa collina, sopra cui fu edificata una Chiesa ordinaria, dedicata al Glorioso Precursore di Cristo (...) i popoli Cellenesi andavano meditando fin dai primi anni del secolo XVI di fabbricare a loro spese un Convento sopra la medesima collina della detta Chiesa, per poi chiamarvi religiosi ad abitarlo (...). Fu dato principio e proseguimento alla fabbrica del prenominato Convento, che poi nel 1608 fu compiuto ed abitabile facendovi erigere in altra forma nuova Chiesa benché dedicata al medesimo S. Giovanni Battista (…). (...)
All'unanimità tu stabilito di chiamare i Religiosi di più Stretta
Osservanza o Riforma [dell'ordine francescano], i quali presero possesso
del Convento di Celleno il 12 dicembre 1610. (...) Fu corroborata la
concessione di detto Convento a’ detti Padri Riformati da una Bolla di
Paolo V, che ha data 7 maggio 1608”. Verso la metà del secolo XVIII fu costruito il muro di cinta della clausura, la biblioteca, la Via Crucis sulle mura di cinta esterne, un braccio di dormitorio dalla parte che guarda il paese, composto da una decina di stanze, l’infermena, la farmacia, la cappella, la loggia, ecc… Di questo periodo sono i confessionali della Chiesa, gli arredi della sacrestia ed altri lavori di ornamento. Queste opere furono terminate nel 1769, in seguito il Convento poté accogliere un maggior numero di frati e fu uno dei ‘professorii’ della provincia. “Molte peripezie e devastazioni ebbe a soffrire il Convento all’epoca della prima soppressione (1810): nel 1866, per la sua situazione nell’ultimo lembo di territorio pontificio, fu risparmiato per qualche tempo e offrì asilo a molti religiosi espulsi dall’Umbria. (...) La legge di soppressione lo raggiunse tuttavia nel 1875; ma i nostri religiosi ottennero che fosse loro concesso in affitto; e così il Convento di Celleno non fu mai abbandonato. Nel 1875 vennero condotte a termine le pratiche per il recupero definitivo. Tutto il fabbricato, con gli orti, era stato ceduto dal demanio al Comune di Celleno, con l'onere di un annuo canone di circa 140 lire; riscattato il canone i frati tornarono al libero possesso del loro convento” (in ‘Cronaca della Provincia Serafica di S. Chiara di Assisi’). Il Convento, venne
ceduto dai Frati Francescani nel 1968 ad un privato. |
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