Celleno: Un angolo per la poesia    

Questo piccolo spazio,vuol dar modo a quanti hanno a cuore la poesia,di esprimere il proprio sentimento per Celleno

ricerca di Luciano Proietti

        CELLENO VECCHIO

 

     SE QUI MI FERMO...

Ogni pietra ha un suo filo d’erba,
l’orologio che si è fermato domina
l’arco del tempo,
solo chi ha visto dà calore
alla casa caduta,
niente grigio
ma acqua che raccoglie la sera,
l’infanzia non dimentica,
porte aperte,
l’ultimo cumulo di luce
si posa nella salita
rimasta salita.dove l’albero è signore
e i tetti cercano il ferro.

Un piede che batte,
la fantasia ride
guarda chi sta abbracciando il vento 
e il paese diventa una foto sfocata,
piuma che striscia,
La sensazione può arrivare da
 parole ricercate in cinque angoli,
piccoli dettagli,
lacrime perdute,
agitazione sentita,
le cose nascoste fatte mai uscire,
righe nel cielo.lo rendono pieno di vita. 

                 Candida Proietti

 

Ampia è la valle,grande il respiro  
lungi lo sguardo lo volli in giro
    e tu arroccato sopra un gran tufo
    stai borgo antico,ora in disuso

la brava gente è andata altrove

ora le chiamano " case nuove " 
     ma chi è rimasto non s'è pentito
     anzi all'opposto s'è inorgoglito

che chiunque resta d'incanto

e dice: " il posto è bello tanto "

     il Borgo piccolo ed armonioso

     un Crocefisso che è maestoso;
la piazza sobria col monumento

l'acqua freschissima ed il convento.
     
    Se qui mi fermo non sarà invano,

     ci si può vivere in modo umano.

Ed è così  che al Cellenese,

famo l'elogio del paese

    e questo borgo che è bello,
    resta per tutti il fiore all'occhiello

                               Mario Cretoni

 

 

 

 

                 La "Corta" 

         C'è una lapide  funeraria 
      ( un bianco fiocco volato in cielo )
 
      a metà della polverosa " corta "
 
     nel passare a sera si accelera il passo

    
e del cuore il battito 
     sulla salita in corsa da bambino
 
     il sogno
     tra la " futura vita " e le " case nove "  

  Rodolfo Coccia

   deformate forme della triplice

deformate forme della triplice 
dea del sangue del cielo e della
 
terra trafugatrici di naufraghi e
 
dannati arpie lance delle Erinni

 

all' Arpia di Celleno -     Alfonso Cardamone

 

 

PER LE VIE DEL BORGO

M'inerpico sui gradoni del ponte
quale itinerario amoroso per le vie del borgo.
Percorso rituale tra le chiese diroccate,
il traballante campanile
ed i muri e le strade più care.

Rivedo gli scorci, riscopro i frammenti,
evoco volti, parole ed azioni.
Inseguo non so che cosa,
 forse, sfumato, il mio passato:
quel balcone, quella penombra,quell'arco di luce.

Mi affaccio sulla placida vallata
da un muro decrepito sotto il torrione.
 Uno strano silenzio mi pervade:
le pietre ed i muri non parlano,
 cammino in una città che non c'è più.

Tutti hanno lasciato il paese,
abitano in massa, assediati ed incomunicanti,
 nel villaggio globale intorno alla tv.
Solo, resto nel mio borgo disabitato
e vago per le strade senza nome.

Cerco tra le frigide tracce
sepolte negli archivi dell'oblio,
 chi fummo, dove nascemmo, da chi nascemmo
Cerco la speranza dell'uomo nell'uomo,
cerco la religione del Cristo,
cerco la libertà dell'antica tribù.

Domenico Falcinelli 21 Dicembre 1998

 

ANGELO SETTI

 Sette il sacrestano della chiesa del S.S. Crocifisso (S. Rocco) di Celleno.
Sette era proprio il sacrestano.se il lettore avesse avuto la possibilità di disegnare la figura  di un sacrestano,non avrebbe avuto esitazioni a spolverare la memoria e resuscitare un personaggio simile se non identico al sacrestano Sette.
Anziano che si trascina su vecchie pantofole,..............un eterno basco nero in testa,calzato a tutto tondo,un eterno camice nero e grigio che nascondeva un fisico senza passato e futuro,...........gonfio,con pelle giallastra,vecchio da sempre.
Io ero un abatello ed un giorno che tardai ad arrivare in chiesa per le scure funzioni mi trovai nella buia sacrestia e mentre sette riponeva il (cartoccetto....... ??)dalla lunga canna,adoperata per smorzare le ultime candele vidi con mia meraviglia che ne aveva lasciate due accese su un vicino candelabro ,che afferrò..........

Coccia Rodolfo

per informazioni arpia@celleno.it

 

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