GIOVANNI PANZADORO

"COMMEDIOGRAFO "
vissuto a cavallo di due secoli (700 e 800)

Il comune di Celleno riscopre un tratto della storia del nostro paese,con il recupero e la ristampa delle opere di  Giovanni Panzadoro,grazie alPatrocinio della Fondazione Carivit e l' Ass.to alla cultura dell'Am.Prov.di Viterbo.
....Opera di grande valore storico culturale che consente l'accostamento ad una realtà e a un ambiente storico utilizzando una testimonianza colta e singolare rispetto ad una comunità ricca di fermenti e all'inizio di un processo di trasformazione.... "Avv. Aldo Perugi Presidente Fondazione CRIVIT"

Il 15/12/06 presso il palazzo della cultura è stato pubblicato il primo dei quattro volumi  di  questa opera  nel primo sono stati raccolti i componimenti poetici;nel secondo e terzo saranno raccolti quelli teatrali,nel quarto sarà riproposta la sua riflessione storica-filosofica sul cristianesimo.

Giovanni Panzadoro

"OPERE "
VolumePrimo
 "le opere poetiche"

a cura di Quirino Galli

 

 

 

Questo è quanto scriveva il Panzadoro nel 800 su Celleno,nel poemetto "Le battaglie di Celleno "
 

Terra è Cellen, che sopra un Poggio estolle Lieta la fronte in un tortuoso calle, Contornato da monti, e più d'un Colle; e a piè di questi un ubertosa Valle. D'alberi sparsa, coltivata, e molle Difonti, che la inaffiano le spalle, Efra il placido corso de'Ruscelli, Sorgon altri Abituri,altri Castelli. Scosceso Ponte vintroduce a stento Entro Rocca di rozza architettura, Picciol Borgo, una Chiesa, ed un Convento Fuori s'inalzan di ben chiuse mura, Ivi poi è un prato, ove il lanuto Armento Libero suol vagarfra la verdura, Indi allefalde dell'opposto monte, Un fertile giardini limpido un fonte.

"dal canto 1 p. 6/7 Le battaglie di Celleno

.le battaglie. foto ellepi
Poemetto -Le Battaglie di Celleno- 

 Terra è Cellen ..foto ellepi

10/05/1800 foto ellepi
Particolare
   

Giovanni Panzadoro,il suo carattere le sue idee..
 

Per celebrare I' esaltazionone di Gregorio XVI fu inviata una circolare a tutti i soci. Ma non tutti corrisposero all'invito ed anzi qualcuno coraggiosamente rifiutò, ricordando il salmo di David.
…………………Verrà ben tosto
Chi del popolo oppresso i torti e l’onte
Ben sopra vendicar. La vostra eguale sorte
Allor sarà forse alla nostra eguale
Né forse è sì lontano il dì fatale
.

Ciò scriveva Giovanni Panzadoro da Celleno –

Lett. Acc. N. 477. Con notificazione 28 Marzo 1831 Fù però vietata ogni adunanza accademica sino a nuovo ordine.(Reg. Ad. Gen. I  p. 305 - Atti Accad. IV p. 88) e quando si riattivò, si credè prudente più non parlare di onoranze al  Papa.
(G. Signorelli - Note al capitolo V  …..)

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