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Terra è Cellen, che
sopra un Poggio estolle Lieta la fronte in un tortuoso calle,
Contornato da monti, e più d'un Colle; e a piè di questi un ubertosa
Valle. D'alberi sparsa, coltivata, e molle Difonti, che la inaffiano
le spalle, Efra il placido corso de'Ruscelli, Sorgon altri
Abituri,altri Castelli. Scosceso Ponte vintroduce a stento Entro
Rocca di rozza architettura, Picciol Borgo, una Chiesa, ed un
Convento Fuori s'inalzan di ben chiuse mura, Ivi poi è un prato, ove
il lanuto Armento Libero suol vagarfra la verdura, Indi allefalde
dell'opposto monte, Un fertile giardini limpido un fonte.
"dal canto 1 p. 6/7 Le battaglie di Celleno
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Poemetto -Le Battaglie di Celleno- |


Particolare
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Per celebrare I'
esaltazionone di Gregorio XVI fu inviata una circolare a tutti i
soci. Ma non tutti corrisposero all'invito ed anzi qualcuno
coraggiosamente rifiutò, ricordando il salmo di David.
…………………Verrà ben tosto
Chi del popolo oppresso i torti e l’onte
Ben sopra vendicar. La vostra eguale sorte
Allor sarà forse alla nostra eguale
Né forse è sì lontano il dì fatale.
Ciò scriveva Giovanni
Panzadoro da Celleno –
Lett. Acc. N. 477. Con
notificazione 28 Marzo 1831 Fù però vietata ogni adunanza accademica
sino a nuovo ordine.(Reg. Ad. Gen. I p. 305 - Atti Accad.
IV p. 88) e quando si riattivò, si credè prudente più non
parlare di onoranze al Papa.
(G. Signorelli - Note al capitolo V …..)
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