|
Giorno dopo giorno
sentiamo parlare del compito storico di creare un' Europa unita e quasi
tutti riconoscono che è la comunanza di cultura, civiltà e storia dei
cittadini europei ad esigerlo. E certo nessuno può negare che i valori
nati e maturati con l'esperienza di secoli costituiscano la nostra base
comune, e che le idee di libertà, giustizia e solidarietà abbiano
plasmato il pensiero europeo.
A maggior ragione noi che crediamo nell'Europa dobbiamo
essere disposti a cercare il modo di dare il nostro contributo per un
continente veramente unificato, che sappia valorizzare l’ identità dei
popoli e delle nazioni che lo compongono. L'Europa è una comunità multi
culturale formata da singoli Stati con una propria tradizione. Italiani,
Polacchi, Inglesi, Francesi, ecc. sono “Europei” con una storia ed una
cultura italiana, polacca o francese.
Tutti quindi già hanno o avranno nei prossimi anni un nuovo status,
quello di cittadino europeo, con nazionalità diversa come diversa sarà
la confessione religiosa: cattolica, protestante o islamica.
Non è perciò indispensabile avere una medesima origine culturale o un
identico credo filosofico o religioso, è però fondamentale che tutti si
identifichino negli stessi principi democratici e che si condivida il
medesimo obiettivo di unità.
Solo così potremo pensare di incidere sulle scelte mondiali e pensare,
con spirito ottimista,ad un domani sereno e pacifico.
Sempre di più si avverte invece che molti giovani, nei paesi europei,
hanno paura del futuro. Proprio per questa parte sensibile, tentennante
e timorosa, delle nostre giovani generazioni i gemellaggi come quello
tra Celleno e Serock possono essere di prezioso aiuto, perché fanno
conoscere da vicino i valori culturali dei nostri paesi e le virtù dei
nostri popoli; perché fanno meglio vedere in molti problemi una
dimensione senza frontiere e quindi fanno direttamente percepire la
necessità di formare una comunità più solidale.
È anche chiaro che sono proprio le nuove generazioni ad avere il
compito di collaborare, con coscienza nazionale, a realizzare un' Europa
unita nella pace e nella libertà.
Ma spetta a noi, ognuno nell’ambito delle proprie competenze e
responsabilità di genitori e di amministratori, contribuire a creare un
contesto nel quale questa unità si possa concretamente realizzare.
Abbiamo appena abbozzato la strada, ma per un’ Europa che diventi una
sentita e forte aggregazione di nazioni c’è ancora molto da fare.Per
avvicinare i popoli e rafforzare la consapevolezza dell'identità europea
non bastano Euro, Parlamento di Strasburgo e accordi di Schengen;
nazionalismi e localismi non si vincono, infatti, imponendo trattati
dall'alto. Per questo è necessario che il nostro lavoro ed il nostro
impegno di amministratori locali sia proiettato su questi obiettivi che
convergono verso la concezione i un'Europa diversa, perché tutte le sue
componenti possano essere proiettate verso una sostanziale unità, non
soltanto economica ma anche sociale, culturale e di cooperazione.
Il gemellaggio tra le comunità di Serock e Celleno, che portiamo avanti
da alcuni anni, non solo ci dona il piacere umano di stare insieme a
degli amici fraterni, ma ci offre l’opportunità di dare il nostro
contributo ad un percorso di più ampio respiro e di più grande
significato.
Non dobbiamo dimenticare che “il Comune” è il fondamento e il
punto centrale dell'ordinamento democratico statale e della democrazia
vissuta. Esso ha il dovere istituzionale di dare all'Europa gli impulsi
più diretti, anche se è un piccolo Comune come il nostro.
In effetti lo scambio di opinioni , l'impegno per la democrazia e la
giustizia, la parità sociale, la protezione delle minoranze, il rispetto
dell'ambiente, sono principi che si riflettono in primis là dove è
possibile viverli realmente, nelle piccole comunità paesane, o nelle
città.
Siamo convinti che proprio i Comuni hanno contribuito e
contribuiscono, per mezzo dei gemellaggi, a creare un'Europa dei
cittadini. E Noi, con il nostro gemellaggio abbiamo da tempo intrapreso
la strada giusta. Per noi l'Europa è qualcosa di realmente visibile,
tangibile, comprensibile.
Noi siamo diventati amici, superando i confini politici e
linguistici. Per noi e per le nostre città gemellate l'Europa non è una
formazione astratta difficilmente comprensibile, ma anzi una realtà
piena di vita, perché abbiamo potuto sperimentare e comprendere la
grande possibilità di integrazione che ci può essere tra gli uomini.
Grazie di cuore al Sindaco, agli Amministratori ed a
tutta la cittadinanza di Serock.
Data 12.08.04
IL SINDACO
IL PRESIDENTE
Marco Taschini D.
Francesco Lattanzi
|