COMUNE DI CELLENO 
LAVORI DEL CONSIGLIO 
  
Deliberazione del Consiglio Comunale di Celleno n°  2  del 18.02.03   

   

          
 Prot. 499        Celleno li 18.02.03

 

 OGGETTO: Ordine del giorno contro la guerra in Iraq.

 

   Deliberazione del Consiglio Comunale di Celleno n°  2  del 18.02.03.

 

                                                       AL         PARLAMENTO ITALIANO 

                                                                     PRESIDENZA CAMERA DEI DEPUTATI 

                                                                     PRESIDENZA SENATO DELLA REPUBBLICA

        Così come approvato dal Consiglio Comunale si rimette in allegato, per opportuna conoscenza, la delibera consiliare n° 2 del 18.02.03 che riguarda uno specifico ordine del giorno contro la guerra.

Auspichiamo, per il senso democratico che deve sempre ispirare il nostro comportamento, che tale iniziativa possa contribuire ad operare scelte condivise. 

                                                               IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

                                                                                           (Dr. Francesco Lattanzi)

 

COMUNE DI CELLENO  
     PROVINCIA DI VITERBO   

                                       

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 2 DEL 18.02.03

 OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO CONTRO LA GUERRA

L’ anno duemilatre, addì diciotto del mese di Febbraio alle ore 18.30, nella Sala Consiliare presso la sede Municipale, previo esaurimento delle formalità prescritte dalla Legge e dallo Statuto, si è riunito sotto la presidenza del Dr. Francesco Lattanzi il Consiglio Comunale:

Nome Cognome

P

A

1

Carlo Basile

X

 

2

Daniela Chiavarino

 

X

3

Carlo Conticchio (Sindaco)

X

 

4

Mario Diretti

 

X

5

Giovanni Falcinelli

X

 

6

Francesco Lattanzi

X

 

7

Massimiliano Marini

X

 

8

Enrico Proietti

X

 

9

Aurelio Rampietti

X

 

10

Marco Taschini

X

 

11

Piero Taschini

 

X

PRESENTI: 8      ASSENTI: 3

  

Sono, inoltre, presenti gli Assessori Esterni: Ivano Cannone e Stefania Tarquini.
Partecipa il Segretario Comunale Dr.ssa Fanelli Fratini Maria Cristina.

Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara aperta la seduta ed invita il Consiglio a trattare l’argomento in oggetto.

 IL CONSIGLIO COMUNALE

Visto l’ordine del giorno ed il documento contro la guerra predisposto dal Presidente del Consiglio, che si allega alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale;

Preso atto degli interventi.
All’ unanimità:

DELIBERA

Di approvare l’ordine del giorno contro la guerra in Iraq, che si allega alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale.

 APPROVATO E SOTTOSCRITTO

          IL SEGRETARIO                            IL PRESIDENTE                         IL SINDACO

     (Dr.ssa Fanelli Fratini M.Cristina)        (Dr. Francesco Lattanzi)                (Carlo Conticchio)

 

 

CONSIGLIO COMUNALE DI CELLENO

SEDUTA DEL 18/02/03 DELIBERA N° 2

 

ORDINE DEL GIORNO CONTRO LA GUERRA IN IRAQ

 PREMESSO CHE:

 -         con preoccupazione si prende atto della drammatica situazione internazionale che rischia di determinare nuovi conflitti bellici;

-         di fronte a questa gravissima crisi gli Enti Locali devono impegnarsi attivamente per rafforzare la creazione di una diversa cultura che ripudi lo scontro e favorisca invece l’incontro ed il reciproco rispetto,  strumenti fondamentali per sconfiggere il terrorismo ed i fondamentalismi;

-         la pace non è un processo passivo, ma un bene da conquistare e da pretendere poiché è un processo dinamico e partecipativo che impone il dialogo per la risoluzione dei conflitti, in uno spirito di comprensione e di cooperazione;

-         le iniziative promosse dall’Amministrazione Americana negli ultimi mesi, finalizzate al coinvolgimento di quanti più Governi mondiali ed in particolare europei nelle operazioni di guerra in Iraq e le dichiarazioni delle ultime settimane e giorni  fanno intravedere una irreversibile volontà di utilizzare la guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali e con il rischio concreto di  affermare rapporti di forza, sia economici che politici, tra i paesi sviluppati, U.S.A. in testa, ed il resto del mondo;

-         Il Presidente George Bush non si perita di ribadire in ogni occasione pubblica e in ogni interlocuzione internazionale l'ineluttabilità dell'attacco all'Iraq, ribadendo di non avere nessuna intenzione di cambiare opinione sulla minaccia che questo Paese oggi rappresenta per la sicurezza degli Usa e dell'intero Occidente;
- la bozza di risoluzione elaborata da Francia e Germania, tutta concentrata ad esaltare il ruolo dell’ONU ed a proporre l’Europa quale interlocutore autonomo ed autorevole sullo scenario mondiale, indica nuovi percorsi per un tentativo “vero” di risolvere in sede politica e diplomatica le controversie internazionali, ad iniziare proprio da quella con il regime di Saddam Hussein;
- al momento detta proposta sembra aver acquisito l’adesione anche del Primo Ministro Russo, del governo cinese e di autorevoli esponenti di altri governi;

-         le comunicazioni rivolte dal Presidente del Consiglio alle Camere nella giornata di giovedì 6 febbraio u.s. sembrano confermare la scelta già adottata dal Governo Italiano di un coinvolgimento diretto nella guerra in Iraq;

-         Nell’atteso rapporto del 14 febbraio u.s. al Consiglio di Sicurezza dell’ ONU gli ispettori Blix ed El Barabei hanno riferito di non aver trovato armi di sterminio di massa o prove di un’attività nucleare, anche se per il vero mancano all’ appello armi e sostanze proibite. Inoltre è stato chiesto più tempo per le ispezioni visto che il regime iracheno sta facendo progressi nel fornire una collaborazione più attiva;

-         la costituzione italiana all’ art. 11 ripudia la guerra, eppure siamo alla vigilia di una possibile entrata dell’Italia, per la terza volta in pochi anni;

-         confermiamo, così come abbiamo fatto nella seduta consiliare del 18.09.01 alla luce dell’ attentato al World Trade Center, la nostra profonda contrarietà al terrorismo, sia quello nazionalista che quello con finalità politiche o religiose; la nostra contrarietà all’ esaltazione esagerata delle idee ed a tutte quelle forme di fanatismo che conducono addirittura al disprezzo della vita umana.  La nostra contrarietà ai regimi dispotici e dittatoriali come attualmente quello iracheno. La nostra contrarietà a trasformare quest’evento in una guerra di religione  fra nord e sud del mondo. Confermiamo, invece, la convinzione che la politica deve sempre saper affrontare i grandi problemi planetari, le iniquità, le gravi differenze socio-economiche in vaste aree del pianeta.

-         siamo certi che questa guerra dai contorni incerti non potrà risolvere il problema del terrorismo, motivo per il quale si intende intraprenderla a seguito degli eventi tragici dell’11 settembre negli Stati Uniti, ma anzi li trascinerà nel tempo rendendoli di più difficile soluzione;

-         siamo consapevoli del rischio che l’azione bellica possa essere vissuta dagli islamici non come un’azione contro il terrorismo ma contro la loro civiltà;

 RICORDATO CHE

Molti esponenti della Chiesa Cattolica, ed in primis il Papa, hanno espresso parole di dura condanna contro l’eventualità di una guerra contro l’ Iraq, come nei precedenti conflitti.

 DELIBERA:

 - di ripudiare la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati;

- la contrarietà al conflitto iracheno ed auspica che il Parlamento ed il Governo Italiano,  facendosi interpreti della volontà di pace del popolo italiano, si esprimano apertamente contro ogni ipotesi di una nuova guerra all’ Iraq e comunque neghino ogni partecipazione o appoggio militare ad una qualsiasi guerra di aggressione;

- di appellarsi al senso di responsabilità del governo e dell’intera classe politica italiana affinché facciano comunque prevalere le ragioni della giustizia più rigorosa sugli istinti di vendetta;

- di ritenere necessario ed urgente riaffermare la centralità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite come unico e solo organismo in grado di regolare le tensioni politiche tra nazioni e di realizzare un sistema di sicurezza collettiva dotato di tutte le risorse necessarie;

- di far proprio l’appello di Emergency che dice:

                          Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà.

                         Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti

                          per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati.

                         Chiediamo che l’Italia, di fronte alla minaccia di un attacco

                         militare contro l’Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel

                         rispetto della Costituzione.

                         Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né vogliamo

                         alimentare la spirale del terrore.

                         Basta guerre, basta morti, basta vittime.

- di apporre la bandiera della pace presso la sede Municipale;

- di inviare questo ordine del giorno al Parlamento Italiano, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, che si apprestano a discutere l’argomento in aula.