COMUNE DI CELLENO
Provincia di Viterbo
il Presidente del consiglio comunale

Dott. Francesco Lattanzi


    Domenica 22 Dicembre presso la sala consiliare

Cerimonia di riconsegna della bandiera dell' Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra Sezione di Celleno.
 

 


Nella scorsa Domenica 22 Dicembre si è svolta a Celleno la cerimonia di riconsegna della bandiera della Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra Sezione di Celleno presso la sala consiliare, alla presenza dei consiglieri comunali, dei Sindaci del nostro comune, delle autorità, del Presidente dell'Associazione Fiduciariato di Montefiascone, dei rappresentanti del consiglio comunale dei giovani e di alcuni cittadini.
La consegna è stata preceduta da una breve cerimonia nel cimitero comunale alla tomba del compianto ex Sindaco di Celleno Luigi Crescia.     

Resoconto del discorso tenuto dal Presidente del Consiglio Comunale, durante la cerimonia di riconsegna della bandiera.

              
" PRIMA DI LASCIARE LA PAROLA AGLI INTERVENUTI ED ALLA CERIMONIA DI CONSEGNA VORREI INNANZITUTTO RINGRAZIARE GLI INTERVENUTI E LE AUTORITA' PRESENTI NONCHE' I RAGAZZI DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI CHE COME AVETE ASCOLTATO HANNO APERTO QUEST’INCONTRO CON LA BREVE LETTURA DELLA STORIA DELLA NOSTRA BANDIERA NAZIONALE.
COLGO QUINDI L'OCCASIONE PER PROPORVI RAPIDAMENTE TRE RIFLESSIONI CHE SECONDO ME SONO IL FULCRO DI QUESTA GIORNATA.

1) COME ABBIAMO SENTITO DAI NOSTRI GIOVANI (CHE NON SONO OVVIAMENTE QUI’ PER CASO) Il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, i 110 deputati delle quattro città che avevano costituito la Repubblica Cispadana, adottarono il tricolore bianco, rosso e verde, quale bandiera del nuovo Stato.
Erano i primi deputati eletti direttamente dal popolo (seppure con suffragio limitato) nella storia d'Italia e per molti di loro la neo-nata Repubblica era solo il primo passo per arrivare alla creazione di una sola Repubblica italiana fondata sulla libertà, l'indipendenza e la sovranità del popolo.
….Si comprende perciò l'importanza anche politica di celebrare la consegna della bandiera italiana dell’associazione dei mutilati ed invalidi di guerra in modo ufficiale.
In effetti, questa cerimonia cade in una fase particolarmente delicata della vita repubblicana: stagione di cambiamenti, di tensioni, di scontri dialettici; ma anche stagione di grandi attese, di legittime aspirazioni, d’innovazione anche costituzionale.
Cambiamenti forse necessari che non devono però mettere in discussione i valori essenziali su cui è costituita e si è retta la nostra Repubblica: l'unità e la solidarietà nazionale. Il processo d’affermazione dell'autogestione regionale, anche in una sua eventuale forma federativa, e delle autonomie locali deve realizzarsi nella salvaguardia e nel rafforzamento dell’identità e della coscienza nazionali, di un comune sentire di tutti gli italiani, di regole ed istituzioni condivise.
Proporre, in questo contesto difficile ma anche stimolante questa celebrazione diventa segno dell'impegno intellettuale al quale nessuno di noi può sottrarsi. In un momento nel quale avvertiamo il rischio di fare un passo indietro verso la decomposizione nazionale.
2) ABBIAMO LA FORTUNA DI AVERE ATTRAVERSO LA BANDIERA UN RICORDO TANGIBILE DI CIO’ CHE E’ AVVENUTO.……. Ripensiamo ai nostri giovani di allora. Che cosa li spinse a immaginare, a sognare l'idea dell'Italia unita, a combattere per la libertà, a partire volontari?
Uomini con storie, provenienze diverse si trovarono a combattere per una stessa bandiera, disposti a rischiare tutto per costruire l'Italia.
Era una generazione di giovani piena di passione.

I patrioti italiani furono coraggiosi perché avevano ideali. Erano pronti a rischiare tutto per il bene comune.

La Patria nacque nei loro cuori, nel loro modo di essere prima ancora che sui campi di battaglia e nel Parlamento.
…. Essi furono una classe dirigente onesta, disinteressata, diffusa in ogni città, in ogni paese, in ogni regione d'Italia.
Il tricolore non è semplice insegna di Stato. E' un vessillo di libertà, di una libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, d’uguaglianza, di giustizia nei valori della propria storia e della propria civiltà.

3) DICEVO CHE ABBIAMO LA FORTUNA DI AVERE ATTRAVERSO LA BANDIERA UN RICORDO TANGIBILE DI CIO’ CHE E’ AVVENUTO E DI QUANTO TRAGICA E’ STATA LA GUERRA in un momento nel quale purtroppo si sentono forti i venti di un conflitto che si preannuncia gravissimo.

Vedete la mia generazione così come quelle a seguire hanno avuto la fortuna di vivere in Italia nella pace.

Ma la mia generazione è tra le ultime ad aver avuto la fortuna di leggere la storia dei conflitti mondiali non solo sui libri di storia, ma attraverso il racconto semplice ma concreto dei patimenti dei nostri vecchi parenti o amici.

Ecco la bandiera in questo consiglio comunale diventa un simbolo concreto per ricordare ai nostri figli la crudeltà della guerra e per far apprezzare quanto importante sia la pace che deve essere sempre elemento da conquistare e da pretendere senza ritenerlo invece passivamente un dato acquisito.”.


IL PRESIDENTE
CONSIGLIO COMUNALE DI CELLENO
Dott. Francesco Lattanzi