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Nella scorsa Domenica 22 Dicembre si è svolta a Celleno la
cerimonia di riconsegna della bandiera della Associazione
Mutilati e Invalidi di Guerra Sezione di Celleno presso la sala
consiliare, alla presenza dei consiglieri comunali, dei
Sindaci del nostro comune, delle autorità, del Presidente
dell'Associazione Fiduciariato di Montefiascone, dei
rappresentanti del consiglio comunale dei giovani e di
alcuni cittadini.
La consegna è stata preceduta da una breve cerimonia nel
cimitero comunale alla tomba del compianto ex Sindaco di
Celleno Luigi Crescia.
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Resoconto del
discorso tenuto dal Presidente del Consiglio Comunale,
durante la cerimonia di riconsegna della bandiera. |
" PRIMA DI LASCIARE LA PAROLA AGLI INTERVENUTI ED ALLA
CERIMONIA DI CONSEGNA VORREI INNANZITUTTO RINGRAZIARE GLI
INTERVENUTI E LE AUTORITA' PRESENTI NONCHE' I RAGAZZI DEL
CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI CHE COME AVETE ASCOLTATO
HANNO APERTO QUEST’INCONTRO CON LA BREVE LETTURA DELLA
STORIA DELLA NOSTRA BANDIERA NAZIONALE.
COLGO QUINDI L'OCCASIONE PER PROPORVI RAPIDAMENTE TRE
RIFLESSIONI CHE SECONDO ME SONO IL FULCRO DI QUESTA
GIORNATA.
1) COME ABBIAMO SENTITO DAI NOSTRI GIOVANI (CHE NON SONO
OVVIAMENTE QUI’ PER CASO) Il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia,
i 110 deputati delle quattro città che avevano costituito la
Repubblica Cispadana, adottarono il tricolore bianco, rosso
e verde, quale bandiera del nuovo Stato.
Erano i primi deputati eletti direttamente dal popolo
(seppure con suffragio limitato) nella storia d'Italia e per
molti di loro la neo-nata Repubblica era solo il primo passo
per arrivare alla creazione di una sola Repubblica italiana
fondata sulla libertà, l'indipendenza e la sovranità del
popolo.
….Si comprende perciò l'importanza anche politica di
celebrare la consegna della bandiera italiana
dell’associazione dei mutilati ed invalidi di guerra in modo
ufficiale.
In effetti, questa cerimonia cade in una fase
particolarmente delicata della vita repubblicana: stagione
di cambiamenti, di tensioni, di scontri dialettici; ma anche
stagione di grandi attese, di legittime aspirazioni,
d’innovazione anche costituzionale.
Cambiamenti forse necessari che non devono però mettere in
discussione i valori essenziali su cui è costituita e si è
retta la nostra Repubblica: l'unità e la solidarietà
nazionale. Il processo d’affermazione dell'autogestione
regionale, anche in una sua eventuale forma federativa, e
delle autonomie locali deve realizzarsi nella salvaguardia e
nel rafforzamento dell’identità e della coscienza nazionali,
di un comune sentire di tutti gli italiani, di regole ed
istituzioni condivise.
Proporre, in questo contesto difficile ma anche stimolante
questa celebrazione diventa segno dell'impegno intellettuale
al quale nessuno di noi può sottrarsi. In un momento nel
quale avvertiamo il rischio di fare un passo indietro verso
la decomposizione nazionale.
2) ABBIAMO LA FORTUNA DI AVERE ATTRAVERSO LA BANDIERA UN
RICORDO TANGIBILE DI CIO’ CHE E’ AVVENUTO.……. Ripensiamo ai
nostri giovani di allora. Che cosa li spinse a immaginare, a
sognare l'idea dell'Italia unita, a combattere per la
libertà, a partire volontari?
Uomini con storie, provenienze diverse si trovarono a
combattere per una stessa bandiera, disposti a rischiare
tutto per costruire l'Italia.
Era una generazione di giovani piena di passione.
I patrioti italiani furono coraggiosi perché avevano ideali.
Erano pronti a rischiare tutto per il bene comune.
La Patria nacque nei loro cuori, nel loro modo di essere
prima ancora che sui campi di battaglia e nel Parlamento.
…. Essi furono una classe dirigente onesta, disinteressata,
diffusa in ogni città, in ogni paese, in ogni regione
d'Italia.
Il tricolore non è semplice insegna di Stato. E' un vessillo
di libertà, di una libertà conquistata da un popolo che si
riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di
fratellanza, d’uguaglianza, di giustizia nei valori della
propria storia e della propria civiltà.
3) DICEVO CHE ABBIAMO LA FORTUNA DI AVERE ATTRAVERSO LA
BANDIERA UN RICORDO TANGIBILE DI CIO’ CHE E’ AVVENUTO E DI
QUANTO TRAGICA E’ STATA LA GUERRA in un momento nel quale
purtroppo si sentono forti i venti di un conflitto che si
preannuncia gravissimo.
Vedete la mia generazione così come quelle a seguire hanno
avuto la fortuna di vivere in Italia nella pace.
Ma la mia generazione è tra le ultime ad aver avuto la
fortuna di leggere la storia dei conflitti mondiali non solo
sui libri di storia, ma attraverso il racconto semplice ma
concreto dei patimenti dei nostri vecchi parenti o amici.
Ecco la bandiera in questo consiglio comunale diventa un
simbolo concreto per ricordare ai nostri figli la crudeltà
della guerra e per far apprezzare quanto importante sia la
pace che deve essere sempre elemento da conquistare e da
pretendere senza ritenerlo invece passivamente un dato
acquisito.”.
IL PRESIDENTE
CONSIGLIO COMUNALE DI CELLENO
Dott. Francesco Lattanzi
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